

Il Centro di Dialogo in Neuropsicoanalisi – ETS è un’associazione no-profit che opera per la ricerca e la diffusione della psicoterapia a orientamento neuropsicoanalitico.
È un gruppo interregionale ispirato all’attività della Neuropsychoanalysis Association e si propone come uno spazio aperto di informazione e confronto, sia per i propri associati sia per tutti i professionisti della cura che applicano gli strumenti neuropsicoanalitici in contesti sociali, culturali e scientifici diversi.
Questo gruppo accetta infatti psicoanalisti, psicoterapeuti, psicologi, neuropsicologi e persone in formazione nei rispettivi ambiti clinici, provenienti da ospedali pubblici e da contesti universitari o privati.
Quadro Teorico e Interdisciplinarità
Il gruppo mira a integrare informazioni e risultati provenienti da diversi approcci, sia nella psicoanalisi sia nelle neuroscienze (in particolare nella tradizione delle neuroscienze affettive secondo Jaak Panksepp).
L’associazione promuove inoltre studi e ricerche in un dialogo trasversale con le discipline scientifiche e umanistiche, sullo sviluppo del dialogo tra gli aspetti soggettivi e oggettivi della vita umana e animale.
Ambito Clinico e Attività Didattica
Sul piano clinico, l’Associazione si dedica all’assistenza e al trattamento di individui (dall’infanzia all’età senile),
di coppie, di famiglie e di gruppi.
La trasmissione delle competenze costituisce un pilastro cardine dell’ente. L’Associazione offre inoltre servizi di supervisione sul modello neuropsicoanalitico (in particolare su quanto proposto dal modello di Mark Solms)
per la crescita degli psicoterapeuti e organizza eventi culturali, seminari e campagne di sensibilizzazione volti a diffondere la cultura neuropsicoanalitica nella comunità specialistica e nel territorio.



Linee di Ricerca e Metodologia
I punti di interesse particolare della ricerca di questo gruppo riguardano i disturbi dello sviluppo nell’infanzia e
le conseguenze a lungo termine di tali disturbi nell’età adulta.
Il cuore del Centro si fonda su un rigoroso modello di ricerca bayesiano, che prevede la continua revisione delle
proprie pratiche cliniche attraverso il monitoraggio dei limiti e degli errori emergenti nel modello di comprensione generativa
del mondo.
Questo habitus si alimenta del dialogo costante con le neuroscienze, la medicina e le scienze umanistiche — come
filosofia, letteratura, arte e musica — per affinare progressivamente l’efficacia terapeutica del proprio modello
generativo interno.